A Bosco Ospizio va in scena una Rappresaglia

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Quello che è accaduto questa mattina al Bosco Ospizio lascia amarezza e preoccupazione.
Sono immagini che difficilmente si dimenticano.

Noi oggi non abbiamo visto semplicemente l’apertura di un cantiere.

Abbiamo visto camionette delle forze dell’ordine e reparti in assetto antisommossa accompagnare le ruspe davanti a un presidio popolare e pacifico, attivo dal 3 agosto.

Abbiamo visto lo Stato schierato a difesa del profitto.
Abbiamo visto uomini e mezzi entrare in uno spazio verde mentre cittadini e attivisti cercavano di difenderlo.

Sono immagini che interrogano tutti noi sul modo in cui vengono prese le decisioni che trasformano il territorio e sullo spazio che viene realmente lasciato alla partecipazione dei cittadini.

Guardando quelle immagini, la parola che ci viene in mente non è “cantiere”.

È rappresaglia.

Una rappresaglia consumata contro gli alberi, contro gli animali che in quel bosco avevano trovato rifugio, contro un pezzo di natura urbana che per anni aveva respirato insieme alla città.

È difficile accettare che nel 2026 si possa ancora considerare il verde semplicemente come uno spazio disponibile, qualcosa da eliminare quando diventa incompatibile con un progetto già deciso.

Ancora più difficile è accettare che, davanti a cittadini che chiedono di fermarsi, discutere e valutare alternative, la risposta possa assumere l’immagine delle ruspe scortate dalle forze dell’ordine.

Che idea di territorio è questa?
Che idea di partecipazione è questa?
Che idea di futuro stiamo costruendo?

Oggi al Bosco Ospizio non sono caduti soltanto degli alberi.
È stato colpito anche il principio secondo cui chi vive un territorio debba avere il diritto di partecipare realmente alle scelte che lo trasformano.

Per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà agli attivisti, ai comitati e ai cittadini che per 59 giorni hanno presidiato quel luogo, dedicando ogni giorno tempo, energie e presenza alla difesa di un bene che consideravano comune.

La loro battaglia non viene cancellata dalle ruspe.

Al contrario, ciò che è successo oggi rende ancora più evidente quanto sia necessario costruire una rete capace di difendere il territorio ogni volta che il verde, il paesaggio, la salute e la qualità della vita vengono considerati elementi secondari rispetto ad altri interessi.

Quello che sta accadendo a Reggio Emilia ci riguarda.
Ci riguarda a Montecchio Emilia, ci riguarda lungo l’Enza e riguarda ogni comunità nella quale qualcuno pretende di decidere che un bosco, un filare, un campo o un pezzo di territorio siano sacrificabili senza che chi li vive possa avere davvero voce.

Gli alberi abbattuti oggi non torneranno domani.

Ed è proprio per questo che non possiamo limitarci a guardarli cadere.

Dobbiamo continuare a chiedere un modello diverso di sviluppo: un modello nel quale il consumo di suolo non sia considerato inevitabile, nel quale le alternative vengano realmente valutate e nel quale la partecipazione dei cittadini avvenga prima delle ruspe, non davanti alle ruspe.

Oggi siamo con Bosco Ospizio.

Con chi ha resistito fino all’ultimo.
Con chi continuerà a difendere il verde e il territorio.
Con chi chiede città capaci di misurare il proprio sviluppo anche attraverso la qualità dell’aria, la tutela del verde e il rispetto della terra.

Solidarietà al Bosco Ospizio.

Rassegna stampa

2 Ottobre 2026

Bosco Ospizio, 13 denunce e 4 fogli di via mentre la mobilitazione prosegue

Prosegue la mobilitazione contro i lavori nell'area di Bosco Ospizio a Reggio Emilia. Dopo le proteste del giorno precedente, tredici manifestanti sono stati denunciati e per quattro persone è stato disposto il foglio di via. Intanto la petizione contro l'abbattimento degli alberi ha superato le 62mila firme e circa 300 persone hanno partecipato all'assemblea pubblica davanti al Municipio. Il 2 ottobre è stato il terzo giorno di lavori nell'area e il sessantunesimo giorno della mobilitazione.

1 Ottobre 2026

Bosco Ospizio: proseguono gli abbattimenti e la protesta blocca nuovamente i lavori

Dopo l'avvio degli abbattimenti al Bosco Ospizio di Reggio Emilia, la protesta prosegue. Gli attivisti sono entrati nuovamente nel cantiere, salendo sui mezzi e bloccando temporaneamente i lavori, mentre la mobilitazione ha interessato anche via Emilia. Resta fissata per l'8 ottobre l'udienza del Consiglio di Stato relativa alla richiesta di sospensione dei lavori.

30 Settembre 2026

Bosco Ospizio: sgomberato il presidio, entrano le ruspe e iniziano i lavori

All'alba del 30 settembre sono iniziate le operazioni nell'area di Bosco Ospizio, a Reggio Emilia. Le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio attivo dal 3 agosto e consentito l'ingresso dei mezzi di cantiere. Sono quindi cominciati l'abbattimento degli alberi e i lavori previsti nell'area, destinata al nuovo Conad Superstore e ad altri interventi. Attivisti e cittadini hanno protestato contro l'intervento e la trasformazione dell'area verde.

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