Sindaco Torelli, il mandato non è un’investitura
Dopo aver letto sui giornali la sua replica alla manifestazione di sabato, ci siamo domandati se si renda conto che, in ottant’anni, nessuna amministrazione di Montecchio era mai stata contestata da una manifestazione di piazza.
Forse, prima di decidere che questa manifestazione «non rappresenta la voce del paese», dovrebbe interrogarsi sulle ragioni della protesta.
Una protesta che, peraltro, è stata organizzata in pochissimi giorni, dopo che le prescrizioni della Questura hanno richiesto la modifica di tempi e modalità dell’iniziativa originariamente prevista. E nonostante questo centinaia di persone hanno scelto di esserci.
Lei sembra invece aver già stabilito chi fossero i manifestanti, da dove venissero e soprattutto quanti di loro fossero davvero montecchiesi. Evidentemente sarà riuscito a identificarli uno per uno mentre, durante il corteo, se ne stava nel suo ufficio in Municipio ad ascoltare ciò che accadeva in piazza da dietro gli scuri.
Ci permettiamo allora di ricordarle anche un altro dato. Alle ultime iniziative politiche organizzate dalla sua maggioranza, compreso l’ampiamente pubblicizzato incontro con i cittadini al Marabù, hanno partecipato poco più di venti persone. Se qualche centinaio di cittadini in piazza non rappresenta la voce del paese, sarebbe interessante capire quale straordinaria rappresentatività lei attribuisca invece a quelle platee.
Lei richiama poi il mandato ricevuto dagli elettori. Ma un mandato elettorale non è un’investitura papale.
Vincere le elezioni significa assumersi la responsabilità di amministrare il Comune, non ricevere una delega in bianco per cinque anni né essere dispensati dall’ascoltare chi dissente.
E visto che il mandato elettorale e il programma elettorale vengono continuamente richiamati come giustificazione di queste scelte, le chiediamo di aiutarci a ritrovare alcuni passaggi.
A quale pagina del programma della maggioranza era annunciata l’espansione delle cave?
A quale pagina era scritto che, per realizzare le nuove tangenziali, sarebbero stati abbattuti oltre cinquanta tigli?
Dove veniva spiegato ai cittadini che i progetti avrebbero interessato prati stabili, vigne, aziende agricole, pozzi e porzioni importanti del territorio agricolo di Montecchio?
Perché un conto è inserire genericamente la parola “tangenziali” in un programma elettorale.
Un altro è sostenere che gli elettori abbiano preventivamente approvato qualsiasi tracciato, qualsiasi consumo di territorio e qualsiasi impatto ambientale deciso successivamente.
Nel vostro programma si annuncia addirittura che la “tangenziale nord” sarà “realizzata senza costi per il pubblico” mentre oggi tutti sappiamo che sarà finanziata con entrate pubbliche che il Comune non incasserà.
C’è poi un altro aspetto che merita di essere affrontato: il metodo.
La sua amministrazione ha scelto di procedere attraverso il Procedimento Unico, uno strumento che concentra in un unico iter decisioni urbanistiche e autorizzative e che, nel caso concreto, riduce drasticamente gli spazi di discussione pubblica e il ruolo del Consiglio comunale.
Una scelta che, peraltro, è stata contestata anche da esponenti della stessa maggioranza.
E veniamo alla motivazione con cui tutto questo viene giustificato: togliere il traffico dal centro.
Peccato che gli stessi documenti inclusi nel progetto mostrino come la realizzazione delle nuove strade non risolverà il problema del traffico che attraversa Montecchio.
Prima di liquidare come ideologico chi contesta il progetto, sarebbe quindi utile discutere seriamente dei numeri contenuti negli studi che accompagnano quelle stesse opere.
Rimane infine una domanda molto semplice.
Se lei e la sua maggioranza siete davvero così convinti che queste scelte godano del sostegno dei montecchiesi, perché vi siete opposti alla possibilità di sottoporre ciascuna di queste opere al giudizio diretto dei cittadini attraverso lo strumento del referendum?
Sarebbe stato il modo più semplice e trasparente per verificare ciò che oggi lei afferma: lasciare che fossero direttamente i cittadini a dire se si riconoscono o meno nelle diverse scelte che riguardano il futuro del territorio.
Perché il consenso non si presume e non si proclama: si misura.
E, fino ad oggi, non ci risulta che siano emersi elementi tali da dimostrare quell’ampio sostegno popolare che viene continuamente evocato.
Noi continueremo invece a difendere un principio.
Le elezioni danno il diritto di amministrare. Non quello di smettere di ascoltare.
E quando, per la prima volta dopo decenni, centinaia di persone decidono di scendere in strada per contestare le scelte dell’amministrazione, un sindaco può certamente non essere d’accordo con loro.
Ma liquidarle dicendo che “non rappresentano la voce del paese” è probabilmente il modo migliore per dimostrare quanto poco quella voce si sia voluta ascoltare.
Rassegna stampa
Montecchio Emilia: la risposta del sindaco Torelli alla manifestazione
Dopo la manifestazione del 3 ottobre contro l'abbattimento dei tigli e le nuove tangenziali, il sindaco Fausto Torelli interviene sul significato della protesta. Pur dichiarando rispetto per i manifestanti, sostiene che la mobilitazione non possa essere considerata espressione dell'intero paese. Richiama il mandato elettorale ricevuto e il valore sovracomunale delle infrastrutture, ribadendo la disponibilità dell'amministrazione ad ascoltare le diverse posizioni.
- Teletricolore — Montecchio, la risposta del Comune sul Viale dei Tigli · 6 Ottobre 2026







