L’ascolto comincia dal Consiglio Comunale. Il Sindaco chieda pubblicamente scusa
Un giorno prima si annuncia una nuova “campagna di ascolto” del Sindaco. Il giorno dopo, in Consiglio Comunale, gli interventi dei Consiglieri diventano “dichiarazioni aneddotiche” e alla dichiarazione di voto del Capogruppo di opposizione si reagisce ironicamente con un plateale “Nooo”.
È quanto accaduto durante la seduta del Consiglio Comunale di Montecchio Emilia del 2 settembre, alla presenza anche di diverso pubblico in sala.
Nel corso della discussione sul DUPIl DUP - Documento Unico di Programmazione è il principale documento di programmazione del Comune. Definisce gli obiettivi politici e amministrativi dell’Ente e indica le attività, le risorse e gli interventi previsti negli anni successivi. Approfondisci, rispondendo all’intervento di Montecchio Bene Comune, il Sindaco ha affermato che «il DUP non è il luogo per le dichiarazioni aneddotiche dei consiglieri…».
Successivamente, quando il nostro capogruppo Paolino Russo ha preso la parola per la propria dichiarazione di voto contrario, il Sindaco ha reagito con un plateale «Nooo!», ironizzando divertito e fingendosi sorpreso per il voto annunciato.
Potrebbe apparire un episodio di pochi secondi e di scarsa importanza. Riteniamo invece che quanto accaduto ponga una questione profondamente istituzionale.
Il ruolo e l’autorevolezza di un’Istituzione derivano anche dal rispetto che viene formalmente riconosciuto alle persone che ne fanno parte e la rappresentano.
Ironizzare sulla dichiarazione di voto di un Consigliere significa sminuirne il ruolo e togliere valore alle sue dichiarazioni. E significa, di conseguenza, sminuire il Consiglio Comunale nel suo insieme.
Un Consigliere che prende la parola per motivare il proprio voto sta esercitando una delle funzioni fondamentali che gli sono state affidate attraverso il mandato ricevuto dai cittadini. Non sta facendo un favore alla maggioranza, né occupando abusivamente del tempo dell’assemblea.
Sta esercitando una prerogativa democratica.
Per questo consideriamo quanto accaduto una mancanza di rispetto non soltanto nei confronti di Paolino Russo come persona, ma del ruolo di Consigliere e Capogruppo che ricopre, dei cittadini che rappresenta e dell’intera assemblea consiliare.
La circostanza appare ancora più paradossale considerando che appena il giorno precedente PD e Amministrazione avevano presentato una nuova iniziativa dedicata proprio all’“ascolto”, attraverso incontri mensili del Sindaco con i cittadini al Circolo Marabù.
La domanda, quindi, è inevitabile: come si può presentare l’ascolto dei cittadini come una priorità e contemporaneamente mostrare insofferenza verso la voce dei loro rappresentanti all’interno del Consiglio Comunale?
L’ascolto non può essere soltanto una campagna di comunicazione.
È innanzitutto una cultura politica e istituzionale. E si misura soprattutto nella capacità di ascoltare e rispettare chi esprime posizioni diverse dalle proprie.
Chiediamo scuse pubbliche e immediate
Per questo chiediamo al Sindaco scuse pubbliche e immediate.
Scuse rivolte a Paolino Russo, per la mancanza di rispetto mostrata mentre esercitava una funzione fondamentale del proprio mandato.
Scuse rivolte a tutti i Consiglieri presenti, perché l’esercizio del loro ruolo è una cosa seria e merita di essere trattato come tale, indipendentemente dal gruppo politico al quale appartengono.
E scuse rivolte ai cittadini, perché il Consiglio Comunale è innanzitutto la loro assemblea rappresentativa.
Chiediamo inoltre a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, di esprimere una ferma condanna di quanto accaduto.
Su questo non dovrebbe esserci appartenenza politica. Difendere il diritto di un Consigliere di esprimere liberamente e con dignità il proprio voto significa difendere il ruolo di tutti i Consiglieri.
Il Sindaco non può essere anche il garante del Consiglio
Quanto avvenuto pone infine, ancora una volta, il problema della scelta di affidare al Sindaco anche la Presidenza del Consiglio Comunale.
Chi presiede il Consiglio dovrebbe essere il primo garante dell’autorevolezza dell’assemblea e delle prerogative di ciascuno dei suoi componenti.
Dovrebbe tutelare allo stesso modo maggioranza e opposizione, garantire il confronto e assicurare che ogni Consigliere possa esercitare pienamente il proprio mandato.
Non può essere contemporaneamente colui che dovrebbe garantire l’assemblea e colui che manifesta insofferenza o ironizza sull’esercizio delle prerogative dei suoi componenti.
Per noi la conclusione è sempre più evidente: Montecchio Emilia ha bisogno di un Presidente del Consiglio Comunale distinto dal Sindaco, capace di esercitare quella funzione con equilibrio e di essere realmente garante di tutta l’assemblea.
L’ascolto dei cittadini è importante. Ma prima di trasformarlo in uno slogan o in una campagna di comunicazione, bisognerebbe dimostrare di saper ascoltare e rispettare anche la voce di chi quei cittadini rappresenta nelle istituzioni.
Quando non si ha sufficiente senso delle istituzioni, occorrerebbero almeno l’umiltà e la modestia necessarie per fare un passo indietro.
Purtroppo continuiamo a non vederle.




