Il Ponte del Tricolore attraversa il torrente Enza e collega Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, con Montechiarugolo, in provincia di Parma. Costruito alla fine dell’Ottocento, rappresenta uno storico collegamento tra le due sponde della Val d’Enza e un’importante infrastruttura per la mobilità del territorio.
La storia del ponte
Per secoli il collegamento tra Montecchio e Montechiarugolo fu affidato a guadi e attraversamenti precari del torrente Enza. La costruzione di un ponte stabile divenne oggetto di un lungo confronto nella seconda metà dell’Ottocento, quando le due comunità, un tempo appartenenti a Stati differenti, si trovarono riunite nel Regno d’Italia.
Nel 1879 l’ingegnere G. Saccani elaborò uno studio che prevedeva il nuovo attraversamento e contemplava anche possibili opere per l’irrigazione e la produzione di energia. Il progetto incontrò ostacoli economici e amministrativi, opposizioni agli espropri e discussioni sulla ripartizione delle spese.
La necessità del ponte era sostenuta anche da una petizione popolare, che richiamava gli incidenti verificatisi durante l’attraversamento a guado. I lavori furono appaltati nel 1894 e l’opera venne completata alla fine del decennio. Le fonti storiche riportano date comprese tra il 1897 e il 1899.
Lo sciopero degli operai
Durante la costruzione si verificò uno sciopero degli operai, che protestavano contro le condizioni di lavoro e le basse retribuzioni. Secondo la ricostruzione del Museo etnografico del territorio di Montechiarugolo, la mobilitazione portò a un miglioramento dei salari.
La vicenda testimonia come la realizzazione del ponte appartenga non soltanto alla storia delle infrastrutture, ma anche alla storia sociale e del lavoro della Val d’Enza.
La Seconda guerra mondiale e la ricostruzione
Durante la Seconda guerra mondiale il ponte subì gravi danni. Le testimonianze raccolte dal Museo etnografico del territorio di Montechiarugolo documentano la distruzione di un’arcata e il ricorso ad attraversamenti provvisori.
Il collegamento stabile venne ripristinato nel dopoguerra, tornando a essere un’infrastruttura essenziale per le comunicazioni tra il territorio reggiano e quello parmense.
Perché si chiama Ponte del Tricolore
Il 9 maggio 2011, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il ponte fu ufficialmente intitolato al Tricolore.
L’iniziativa, promossa dai Comuni di Montecchio Emilia, Montechiarugolo e Cavriago, con il sostegno delle Province di Reggio Emilia e Parma, richiamava anche la Battaglia di Montechiarugolo del 4 ottobre 1796, episodio legato alle prime vicende storiche della bandiera italiana e alla memoria del patriota Andrea Rivasi.
Nella stessa giornata, il ponte fu attraversato dalla terza tappa del Giro d’Italia, partita da Reggio Emilia e diretta a Rapallo.
Il ponte e il territorio oggi
Il Ponte del Tricolore conserva un ruolo importante nella rete dei collegamenti tra Montecchio Emilia e Montechiarugolo. Sul versante reggiano costituisce un punto di riferimento per la viabilità provinciale e per i progetti di riorganizzazione del traffico, tra cui la Variante Sud-Ovest di Montecchio.
Il ponte è inoltre interessato dai progetti di collegamento ciclopedonale tra le due sponde dell’Enza, in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza del corso d’acqua, degli ambienti ripariali e delle aree di interesse naturalistico.

